Urban Suite su Spreaker

disco

E’ successa una cosa loschissima a Radio2, una delle mie stazioni preferite, nonché uno dei motivi per cui credo fortemente nel servizio pubblico.

Praticamente: qualche settimana fa sarebbe dovuto andare in onda, come da due o tre anni a questa parte, Urban Suite, programma condotto dalla mitica Irene Lamedica a.k.a Soul Sista. Invece, in modo appunto losco, il programma è stato sostituito all’ultimo momento. Urban Suite, insieme ad un altro ottimo programma, Rai Tunes di Alessio Bertallot, è stato amabilmente “trombato”, non so bene per che motivo.

Eppure era un bel programma. Davvero, era decisamente originale.

althea & donna
Anche le copertine erano sempre molto fiche.

Ma per fortuna non finisce qui.

La buona vecchia Irene infatti (spalleggiata  forse dalla redazione del programma? da qualcuno che ci crede ancora ciecamente?) non si fa mettere i piedi in testa e decide di spostare il suo programma su Spreaker, una piattaforma da cui si possono creare trasmissioni radio, che, scopro, è stata creata da due ragazzi di Bologna qualche anno fa ed ora ha spopolato. Tutto coincide, il mio programmino continua.

Comunque sia, Urban Suite è troppo un buon programma, non merita di finire: passa musica originale, diversa dalle programmazioni plasticone di certe radio; tratta di reggae, soul, rap, RnB, sempre con gusto e sempre con orecchio attento alla roba più fresca; contiene piccole chicche come “Check the rhyme”, dove vengono tradotti i testi rap dall’inglese; ma soprattutto trasuda vera passione per questa musica.

Anche solo la cocciutaggine nel voler continuare le trasmissioni dimostra questa passione. Credo che in effetti solo lo zoccolo duro continuerà a seguire il programma, i veri appassionati, ma credo anche che gli ascoltatori abituali, pur non essendo molti, fossero tutti molto presi, diciamo infottati assai, quindi la possibilità che il programma funzioni c’è.

Per quanto mi riguarda, io lo ascolterò. Le mie casse sono pronte, e anche se hanno subito un’intervento da parte di mio padre e di mio fratello, per cui ora sono ricoperte da assi e sostengono un tavolo in legno di pino, quando la Soul Sista dirà <<casse sulle finestre!>>, io sarò pronto.

Irene Lamedica, Urban Suite
Io ci credo a bomba.

Funk marcio della settimana – Graham Central Station

Larry Graham mi piace un sacco. E’ stato bassista di Sly e della sua allegra famigliola, dove ha cambiato la storia del basso inventando lo slap, poi il gruppo si è spaccato ed ha fondato una sua band, dove esprimere al meglio il suo virtuosismo marcissimo e la sua calda e untissima voce. Tanto per non essere autocelebrativi l’ha chiamata Graham Central Station, ma comunque ha fatto della gran musica, spesso contaminata con un po’ di distornioni rock, che, ne sono certo, sfamerà la vostra voglia di marcitudine.

P.S.: assomiglia tantissimo all’attore che ha fatto Tutto in famiglia e L’ultimo boy-scout, solo che ha più capelli.

Una donna fatta come una donna – Sugar Pie De Santo

Di belle ragazze, si sa, è pieno il mondo. Anzi, tutte sono belle in realtà.

Ma alcune hanno una marcia in più, quel qualcosa di recondito che fece girare la testa a Lampião quando vide per la prima volta Maria Bonita, o il fascino ribelle di Anita Garibaldi, o la dolcezza di… bah, ‘fanculo la dolcezza!

Perché giudicare una donna dal solo aspetto fisico? E’ assolutamente limitante.

Lo so, molti di voi penseranno che le cose non funzionano così, che l’aspetto esteriore è essenziale nel nostro mondo fatto di apparenza e ipocrisia, ma vi sfido a pensarlo ancora dopo la vigorosa, afrodisiaca, estasiante bomba sessual-musico-sballata che sto per presentarvi:

SUGAR PIE DE SANTO

Miscuglio etnico bizzarro? La bizzarria è cosa buona e giusta.
Miscuglio etnico bizzarro? La bizzarria è cosa buona e giusta.

Sugar Pie De Santo è una cantante soul vissuta principalmente a S. Francisco. Mezza afroamericana, mezza filippina, da un connubio così non poteva che venir fuori una donna di classe.

GRRRRR
Quanti bei colori.

Certo, negli anni ’60 era dotata di un faccino carino e simpatico, di una gran voce soul e, a quanto pare, di maglie molto colorate, ma non è in gioventù che ha dato il meglio di sé. Perché questo, ragazzi e ragazze, è il genere di donna che col tempo continua a migliorare.

Al momento di questa performance, nel Luglio del 2011, la signorina aveva ampiamente superato i 70 anni.  Questa vecchietta ha un’energia e un carisma che danno due giri a qualsiasi cantante femminile di oggi. E io ho avuto la fortuna di essere in mezzo al pubblico quella sera, per cui posso assicurarvi che ciò che vedete nel video non può equiparare quello che le ho visto fare davanti ad una piazza intera: dopo aver chiamato un ceffo dal pubblico a ballare con lei, prima gli è balzata addosso, poi si è agganciata a lui sostenendosi solo con le gambe. Roba che mio nonno perde gli arti solo a pensarci.

Insomma, una donna, quando è fatta come una donna, non invecchia, si eleva.

Anni '60: gagliarda, fresca, vivace.
Anni ’60: gagliarda, fresca, vivace.

 

UPGRADE!!! (dopo sgancia le mani e danza tenendosi solo coi piedi).
UPGRADE!!! (dopo sgancia le mani e danza tenendosi solo coi piedi).

Funk marcio della settimana – Love Unlimited Orchestra

Ecco, vedete, il Karma un po’ esiste. Non quello vero, ma il concetto pop per cui se fai il bene, il bene poi ti ritorna, (o anche: più la merda mandi in giro più tu poi ti smerdi) l’ultima volta ho scritto un pezzo per questa rubrica nel quale parlavo dei migliori programmi radiofonici in grado di fornire marcitudine alle orecchie di noi funkettari. Tra questi programmi c’era Fried Chicken, condotto dal duo di DJ bolognesi Sons of Trojans.

Bhè, sta di fatto che a un certo punto della trasmissione, parte la scommessa: “al primo che indovina in quale canzone è stato campionato questo pezzo, offriremo una birra”. Cazzo, ho risposto correttamente con un SMS. E la sera sono andato allo chalet dei giardini Margherita. E quella birra me l’hanno veramente offerta. Troppo dei tranquilloni!

Ergo, il Funk marcio della settimana sarà il pezzo in questione, che se volete non è marcissimo, ma sa il fatto suo. Si tratta di Satin Soul della Love Unlimited Orchestra, campionato appunto da Guru in No time to play.

Fico.

Funk marcio della settimana – Asha Puthli

Praticamente, ci sono un tot di trasmissioni radio che seguo e che, puntualmente, mi danno la giusta quantità settimanale di funk. C’è Urban Suite (Radio2), condotta da Irene Lamedica, c’è Soul Tracks (Radio Capital) e Vibe (Radio Capital), condotte da Massimo Oldani, ma anche le radio locali ogni tanto riservano delle sorprese. Anzi, a volte sono proprio i conduttori di piccole trasmissioni che possono permettersi di trasmettere cose estremamente ricercate. E’ il caso di Radio Città Fujiko, radio locale di Bologna, che con alcune sue trasmissioni, come Fried Chicken e Grande Anima, a volte droppano cose introvabili, o poco battute, o semplicemente marce.

Tipo Asha Puthli, una delle più grandi cantanti indiane, che era stralunata e marcia al punto giusto.

I tesori si trovano nei mari più profondi.